Prima fase: 15 strutture ricettive e 15 saloni. Candidature aperte
Il piatto della 'mmidia: un piatto bianco d'acqua con tre gocce d'olio, sale grosso sulla pietra scura

La storia

Un nome che viene da un rito.

Tra la Terra dei Vestini e la costa di Montesilvano.

La 'mmidia

In Abruzzo, l'invidia ha un nome e un rimedio.

'Mmidia, o ammidia, in dialetto abruzzese vuol dire invidia. Nella cultura popolare era la causa del malocchio, l'occhiatura.

Non era un maleficio voluto. Era una forza che nasceva senza intenzione: uno sguardo troppo insistente, una gelosia taciuta, un complimento fatto senza la formula di protezione, come «che Dio ti benedica». Chi ne era colpito sentiva una pesantezza: stordimento, stanchezza senza motivo, mal di testa.

Per scioglierla si chiamava una donna della comunità che conosceva il rito. Il malessere e il rito avevano lo stesso nome.

Il rito dei gesti

Acqua, olio, sale. E una formula sussurrata.

I gesti cambiavano un poco da paese a paese. La sequenza, nelle sue linee essenziali, era questa.

  1. La preparazioneUn piatto fondo con acqua limpida, la persona seduta di fronte. Se era lontana, bastava un suo indumento.
  2. L'invocazioneUn segno di croce sulla fronte e sul piatto, preghiere sussurrate alternate a formule segrete in dialetto.
  3. Le tre gocceLa punta del dito nell'olio d'oliva e qualche goccia, di solito tre, lasciata cadere nell'acqua.
  4. La letturaGocce piccole e tonde: nessun male. Gocce che si allargano o si fondono in una macchia: la 'mmidia c'è.
  5. Lo scioglimentoUn pizzico di sale grosso nel piatto per sciogliere l'invidia. In alcuni paesi si tagliavano a croce le macchie d'olio con la punta di un coltello o delle forbici.
  6. Lo sbadiglioSe chi recitava il rito sbadigliava, era il segno che la 'mmidia stava uscendo.
  7. La verificaIl rito si ripeteva, di solito tre volte, finché le gocce restavano piccole e intatte.
  8. L'acquaAlla fine si gettava dove nessuno potesse calpestarla: nella terra di un vaso, in un campo incolto, nel fuoco del camino.

Il sale e il segreto

Si scioglie nell'acqua. Si insegna a voce.

Nel folklore abruzzese il sale grosso è l'elemento che protegge e purifica. Gettato nel piatto doveva «bruciare» l'invidia e scioglierne la pesantezza, come il sale si scioglie nell'acqua. Se i granelli crepitavano toccando il fondo, la 'mmidia si stava spezzando.

Il rito non si scriveva. Le formule e la sequenza esatta si tramandavano a mezzanotte, la notte di Natale, sussurrate all'orecchio di una sola persona di fiducia, spesso una figlia o una nipote.

Per questo ci chiamiamo MIDIA: il rito è sopravvissuto, noi lo abbiamo fatto diventare cura. Non promettiamo di togliere il malocchio; restituiamo un momento che appartiene solo a chi lo vive.

Il territorio

I Vestini, tra la collina e il mare.

Le fonti antiche ricordano, sotto il Gran Sasso, un popolo italico: i Vestini, con centri come Peltuinum, Aufinum e Pinna, l'odierna Penne. Secondo gli storici il loro territorio scendeva fino all'Adriatico, su un tratto di costa breve tra le foci del Pescara e del Saline, dove oggi c'è Montesilvano.

I frantoi

Non si butta via niente.

In questa terra di ulivi la cultura contadina aveva una regola: niente si spreca. Nei vecchi frantoi anche la morchia e i residui della spremitura tornavano utili, per esempio per fare il sapone in casa. Il nostro modo di applicarla oggi è il refill: il dispenser resta in bagno e si ricarica solo ciò che si consuma.

Dalla collina alla costa: acqua, olio e sale, e il tempo lento di un gesto fatto con cura.

Le terre dei Vestini Schema indicativo del territorio dei Vestini tra il Gran Sasso e la costa adriatica, con Peltuinum, Aufinum, Capestrano, Pinna, Aternum, il fiume Aterno e la foce del fiume Salinum. MARE ADRIATICO VESTINI fiume Aterno Gran Sasso Peltuinum Aufinum Capestrano Pinna Aternum Salinum flumen 10 km N oggi Montesilvano
Schema indicativo, a scopo narrativo: non è una ricostruzione storica. In oro, il tratto di costa tra le foci del Pescara e del Salinum, oggi Montesilvano.

In cosa crediamo

Cinque principi.

Custodire i gesti dimenticati dell'Abruzzo e portarli, come rituali di cura, nell'ospitalità e nelle barberie di alto livello.

  • Il gesto

    La cura non come ornamento, ma come un atto antico che si ripete con attenzione.

  • Radici vere

    Nessuna natura inventata: una tradizione documentata e un territorio preciso.

  • Non si butta via niente

    Il principio dei vecchi frantoiani, oggi tradotto nel sistema refill.

  • Lusso silenzioso

    Materia, qualità e storia al posto di loghi vistosi e proclami.

  • Eredità senza folklore

    Il patrimonio popolare raccontato con il rigore di una ricerca, per l'ospitalità internazionale.

Come lavoriamo

Formule nostre, produzione certificata.

Formula e direzione tecnica restano in casa. La produzione è affidata a un laboratorio cosmetico conforme alle GMP (ISO 22716), così ogni lotto è tracciabile e controllato.

Usiamo un solo olio d'oliva in tutta la linea, con una specifica interna: acidità, perossidi, certificato d'analisi e tracciabilità del lotto. Il sale marino è di grado cosmetico, con certificato d'analisi.

Prima di arrivare in struttura o in salone, ogni referenza passa dalla valutazione di sicurezza di un tossicologo, dal fascicolo tecnico (PIF) e dalla notifica al portale europeo CPNP.

Il team

Quattro mestieri intorno a tre materie.

Un gruppo piccolo, abruzzese, con le competenze che servono a portare un prodotto dal laboratorio alla camera e alla poltrona.

  • Sviluppo e partnership

    [Nome e cognome]

    Strategia, finanza e rapporti con strutture e fornitori.

  • Barbiere formatore

    [Nome e cognome]

    Primo cliente e ambasciatore della linea barber. Segue la prova in poltrona.

  • Brand e packaging

    [Nome e cognome]

    Identità, packaging e tono di voce di MIDIA.

  • Sicurezza dei prodotti

    [Nome e cognome]

    Tossicologo e valutatore della sicurezza: formule, fascicoli e claim.

Fonti. Sul malocchio e sui suoi rimedi nella tradizione abruzzese: Giovanni Pansa, Miti, leggende e superstizioni dell'Abruzzo. Studi comparativi, Lanciano, Carabba, 1924. Le varianti dei gesti cambiano da paese a paese; qui ne raccontiamo la sequenza essenziale.

Prima fase · posti limitati

Parliamone di persona.

Siamo in Abruzzo e lavoriamo con strutture e saloni in tutta Italia. Il primo passo è una prova sul campo.